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Un po' di storia

Anche se l’ipnosi viene da tanti considerata alla stregua di un approccio alternativo alla psicoterapia in realtà è probabilmente la prima forma di psicoterapia ed è strettamente legata allo sviluppo e alla nascita di molti approcci terapeutici. È quindi importante comprendere la storia dell'ipnosi per liberarla dai preconcetti che ancora impediscono a tante persone di cogliere le potenzialità o di utilizzarla come via al cambiamento.

La prima personalità che lega il proprio nome a quello della ipnosi è Franz Anton Mesmer. Nel 1766 elabora una tesi intitolata “dissertazione fisico medica sull'influsso dei pianeti”. Il clima scientifico che circonda Mesmer all’epoca è influenzato dalla figura di Isaak Newton e dalla scoperta della forza di gravità. Questo concetto ha evidentemente una forte influenza sulle idee di Mesmer. Esso infatti arriva ad immaginare una influenza esercitata dagli oggetti celesti sugli esseri umani.

All'epoca era presente la pratica del magnetismo già considerata alla stregua di magia o esoterismo, ma nonostante ciò Mesmer si avvicina questa pratica attirandosi gli strali del mondo scientifico non a torto. In pratica si ostina ad esercitare una attività che il mondo scientifico già vedere con disprezzo.

Nell'epoca in cui la scienza si sforzava di prendere il le distanze dell'esoterismo sembrava fare un passo indietro. La sua cura si basava sull'applicazione di calamite sul corpo con l'ipotesi che esse potessero influenzare il fluido presente nell'organismo riequilibrandolo. Egli denominò questo fluido magnetismo animale, ma la sua pratica diede supporto a tutta una serie di ciarlatani operanti all'epoca.

Due commissioni furono incaricate da Re Luigi XVI di giudicare le procedure di Mesmer. Esse giunsero alla conclusione che non vi era nulla di reale nelle sue procedure attribuendo all'immaginazione del paziente le guarigioni. Quindi Mesmer dopo essere diventato famoso a livello mondiale fu accusato di ciarlataneria finendo per abbandonare Parigi E la pratica del magnetismo.

A questo punto il magnetismo era screditato e sopravviveva a livello di spettacoli teatrali per stupire la gente. Fu un allievo di Mesmer il marchese Puysegur che prese da Mesmer il testimone. Egli abbandonò strumenti fisici per indurre lo stato di sonnambulismo (così definiva la trance ipnotica) per arrivare ad utilizzare esclusivamente la parola.

I seguaci del marchese Puysegur individuarono diversi fenomeni collegati allo stato ipnotico: ipermnesia, glossolalia, amnesia post-ipnotica, regressione di età. Ancora più importante è l'accento posto sul rapporto tra magnetizzatore e sonnambulo quella che più avanti diventerà la relazione terapeuta paziente.

Siamo nel 1813 e un sacerdote, l'abate Faria, giunge a Parigi diventando un'altra figura importante nella storia dell'ipnosi. Contribuì all'evoluzione della tecnica ipnotica notando che vi sono caratteristiche differenti tra persone e persona nell'entrare nello stato di trance ed utilizzando procedure di induzione decisamente più sobrie.

Nel 1843 Jameson raid pubblica un'opera molto importante. Introduce la parola greca “Hypnos” che significa sonno, termine che ha successo a livello mondiale. Egli introdusse anche il concetto di mondo idealismo ma quello di ipnosi si era già consolidato così tanto che il nuovo concetto non poter scalzarlo. Era nata l’ipnosi.

Siamo sul finire del 1800 Jean Martin Charcot un neuro patologo della Salpetriere di Parigi sostiene che l'ipnosi è una forma di malattia nervosa identificabile con l'isteria l'ipnosi ad è quindi uno stato che sono i malati possono sperimentare. Charcot faceva dimostrazioni pubbliche inducendo a pensare l’ipnosi come qualcosa strettamente legata al mondo femminile e patologico. Uno degli allievi di Charcot era un certo Sigmund Freud il quale incominciò ad utilizzare l’ipnosi, ma queste tutto un'altra storia…

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