Ipnosi e sport

L'applicazione dell'ipnosi allo sport non deve suscitare aspettative irrealistiche come lo sviluppo di capacità che superino il limite fisico o tecnico che l'atleta ha in un dato momento. La direzione dell'intervento riguarda l'interiorità. Preferisco spiegarmi con un esempio.

A tutti è successo, da piccoli, di richiedere l'attenzione di una persona importante per noi perchè assistesse ad una nostra impresa; fare un canestro nel cortile sotto casa, eseguire un'acrobazia o lanciare una freccetta. Molto spesso la prestazione ottenuta non ha corrisposto alla capacità che sentivamo di avere.

Il movimento non era armonico come sempre e il risultato scadente ne è stato una conseguenza. Non siamo riusciti ad attingere pienamente alle nostre capacità come solitamente riuscivamo a fare.

Potremmo dire che, nel timore che la prestazione risultasse imperfetta, abbiamo generato delle condizioni che effettivamente l'hanno resa tale. Ci siamo giocati, dentro di noi, la partita. E l'abbiamo persa.

Sono tante le circostanze che possono interferire con una prestazione. Dalla paura di perdere a quella di vincere. Dal difficile rapporto con un allenatore al soffocante legame con i sostenitori. E così via.

Ciò che accade dentro la persona è in grado di modularne la capacità di esprimersi nell'ambiente esterno. Quello interiore è il territorio nel quale è ragionevole attendersi benefici da parte di un approccio ipnotico.


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Dr. Christian Panigalli
Psicologo Psicoterapeuta

Studi Milano Bologna Rimini


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