Tecniche di ipnosi | Milano Bologna Roma Firenze Rimini Padova - Ipnosi per smettere di fumare - Ipnosi per dimagrire - Ipnoterapia ericksoniana - Costo sedute - Ipnosi regressiva - Ipnosi: come fare, cos'è, significato, tecniche per ipnotizzare

Premessa

Ogni volta che cercherai di indurre lo stato ipnotico che tu te ne renda conto oppure no imparerai qualcosa e nello stesso tempo ti renderai conto di avere molto altro da imparare. Così in modo simile a come si deposita il calcare in una grotta svilupperai quasi senza rendertene conto il tuo personale ed efficace modo di lavorare, questa è la tecnica. Non c'è nessun trucco da svelare, ma una abilità da sviluppare attarverso la pratica. Prove ed errori, prove ed errori.

Le tecniche di ipnosi più utilizzate

Ecco un breve elenco di alcune tecniche induttive che hanno però un valore relativo. Non devono essere considerate come qualcosa di magico, una formula che funzionerà in ogni caso; nessuno possiede questo tipo di segreto e invito a diffidare da chi tenta di vendere il proprio trucco oppure, ancora peggio, il proprio marchio. L'ipnosi si fonda sulla relazione, sull'osservazione e sulla pratica, tutto a costo zero! Vi invito a trovare pian piano la modalità che più corrisponde alla vostra sensibilità e a non utilizzare mai in modo rigido nessuna tecnica e nessuna teoria.

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I miei contributi personali

Qui sotto raccolgo le mie personali annotazioni frutto di riflessioni sulle sedute ipnotiche oltre ad argomenti teorici. Sono concetti generali che devono essere contestualizzati. Non c'è un trucco da svelare per ottenere un effetto straordinario, ma una somma di competenze che accumulate nel corso del tempo diventano un mestiere. Nell'ipnosi non c'è nessun segreto da svelare ed anche gli effetti che produce, per quanto a volte sorprendenti, non sono magia. Come un artigiano affina sempre più l'uso di uno strumento, l'ipnotista padroneggia sempre più la propria capacità di comunicare e di osservare.

Ascolto inconscio

Siamo stati abituati ad identificare la fenomenologia ipnotica con comportamenti bizzarri che generano meraviglia, ma questa possibilità ipnotica è molto più sorprendente. Accade mentre la trance si sviluppa. Una persona che ascolta e a poco a poco smette di rielaborare le parole che la accompagnano in modo razionale e cosciente. Come se quelle parole raggiungessero le profondità della sua mente senza generare significati in relazione al proprio modo di pensare e di essere, ma al di là di esso. Ciò che non è logico non viene più identificato come impossibile e la mente si può aprire in modo inaspettato al cambiamento

Blocco delle mani

In alcuni soggetti, specialmente in chi sviluppa rapidamente la catalessia degli arti, Un fenomeno interessante è quello delle mani che danno l'impressione di essere diventate tremendamente pesanti. Un tecnica che sfrutta il naturale appesantimento del corpo corrispondente all'ingresso in trance. Solo una piccola percentuale di persone reagisce con ansietà, mentre altri fanno piccoli movimenti per verificare di essere rimasti padroni del proprio corpo. Non vedo grande necessità di soffermarsi troppo sulla questione dicendo che le mani sono diventate di pietra o via discorrendo. Il rischio è rendere sgradevole la sensazione, ma l'effetto positivo sta nel comunicare che ci si trova in uno stato alterato

Catalessia

Il fenomeno della catalessia è uno strumento importante per percepire se il soggetto sta sviluppando realmente lo stato di trance. Sollevando il polso con pollice e medio è possibile percepire lo svilupparsi di una sorta di rigidità con la quale si ha a disposizione un valido test della trance ipnotica

Consapevolezza

Spesso accade che la persona che si accosta per la prima volta all'ipnosi creda di dover sperimentare una sorta di spegnimento improvviso della coscienza. Può non essere semplice convincerla del contrario. Lo stato di trance non va identificato con qualche cosa di simile all'essere addormentati. Questa però è una convinzione così radicata nell'opinione comune che può essere difficile comunicare in maniera efficace il contrario. La frase classica a fine seduta è "ma io ho sentito tutto..." nonostante prima di incominciare si fosse chiarito con insistenza che ciò sarebbe accaduto

Controllo razionale

Alcune persone hanno una abitudine al controllo molto sviluppata. Controllano le emozioni, le reazioni, i comportamenti e molto altro ancora. Trascurando in questa sede le motivazioni che stanno alla base di questa abitudine, ciò può rappresentare un ostacolo per lo sviluppo della trance. Questa situazione non deve però contrariare l'ipnotista. Occorre semplicemente un po' più di tempo. Sono assolutamente da evitare due conseguenze. La prima è far sentire la persona incapace di sviluppare una trance magari sottolineando la sua difficoltà. Ciò determina la condizione paradossale nella quale in modo volontario si cerca di promuovere una reazione involontaria. La seconda è la frustrazione del terapeuta che non dovrà sentirsi abbattuto nel percepire che le proprie parole non ottengono quello che si attende. Poche cose interferiscono con lo sviluppo della trance ipnotica come la sfiducia del terapeuta

Depotenziamento cosciente

Il depotenziamento delle funzioni della coscienza è il minimo comune denominatore di quasi tutte le manovre ipnotiche. Esso è dalla modificazione del ritmo dell'eloquio, dal cambiamento del tono della voce, dalla ripetitività, dall'alterazione progressiva della struttura linguistica utilizzata ed altri elementi simili. Avviene come se la mente avvertisse indirettamente di dover essere implicata in misura sempre minore nell'analisi razionale di ciò che ascolta

Differenze individuali

Sono marcate le differenze individuali per quanto riguarda lo sviluppo della trance ipnotica. È un errore pensare di poter indurre lo stesso tipo di esperienza in due persone differenti. Occorre imparare come la persona vive lo stato di trance. E' preferibile utilizzare ciò che l'individuo sperimenta spontaneamente piuttosto che forzarlo a vivere quello che gli risulta difficile. Alcuni sviluppano in pochissimo tempo una buona trance, altri molto lentamente. Certo è sempre il tempo il migliore alleato. Quando si è alle prime armi (ma il rischio c'è sempre...) un certo ritardo nell'approfondimento genera facilmente disagio nell'operatore, questo interferisce direttamente con la bontà del procedimento ipnotico utilizzato. Occorre non avere paura ed attendere che lo stato di trance si sviluppi pian piano

La diffidenza

Questo è un ostacolo che può avere delle componenti culturali. Spesso chi desidera sottoporsi ad una seduta ipnotica è dissuaso amorevolmente da amici e conoscenti. Il motivo è quello di non rischiare d'essere manipolato, raggirato o truffato. Questo atteggiamento da un lato deriva dall'idea diffusa che l'ipnosi sia uno stato nel quale si possa perdere il proprio controllo e dall'altro trova fertile terreno in un clima culturale nel quale la furberia è elevata a pregio come quello italiano. Rassicurare sul fatto che si rimarrà presenti a tutto ciò che accade nel mondo esterno, comprese le parole dell'ipnotista, rassicura in questo senso. A volte le rassicurazioni non sono sufficienti...

La disseminazione

Alcune delle tecniche utilizzate da Milton Erickson richiedono una competenza e una sensibilità fuori da comune. Una di queste è la disseminazione. Con la disseminazione le suggestioni vengono seminate nel testo in modo che il soggettonon le possa decodificare a livello cosciente. La critica cosciente viene bypassata perché il contenuto esplicito è diverso da quello implicito. Alcune parti del testo vengono quindi sottolineate in modo simile a quello che può accadere usando un evidenziatore. Al posto dell'evidenziatore si può utilizzare il tono della voce, la direzione verso la quale viene emesso il suono o altro. L'inconscio si occuperà di recuperare il contenuto nascosto.

La dissociazione ipnotica

Per Erickson il concetto di dissociazione conscio-inconscio è centrale. Sia in termini tecnici che teorici. In trance la mente cosciente vede depotenziata la sua attività, ridotta la sua influenza. Le parole del terapeuta smettono di essere decodificate a livello razionale e possono produrre i cambiamenti che suggeriscono. Milton Erickson dava un enorme credito all'inconscio come ad una parte profonda e potente in grado di condurre al cambiamento.

Le metafore ed Erickson

Milton Erickson comunicava abitualmente con metafore. Queste gli permettevano di far giungere all'inconscio i messaggi che intendeva inviare senza l'interferenza del pensiero cosciente. Ciò avveniva anche in colloqui che all'apparenza non presentavano nulla di ipnotico, ma che in realtà utilizzava abilmente per finalità terapeutiche.

Le fasi dell'ipnosi

La descrizione soggettiva dello stato mentale durante lo sviluppo della trance ipnotica permette di individuare delle fasi attraverso le quali la mente passa. La loro conoscenza permette di essere in sintonia con l'esperienza del paziente e di modulare in relazione ad essa la propria comunicazione. Nel corso del tempo ho raccolto le descrizioni dell'esperienza soggettiva dei miei pazienti e qui le ordino ricavandone una descrizione dello sviluppo della trance ipnotica.
1. L'ascolto cosciente
Inizialmente l'ascolto delle parole dell'ipnotista è simile a quello di un normale colloquio. Il significato viene ottenuto dalla coscienza attraverso la decodifica e la rielaborazione dei suoni.
2. La disattivazione dell'ascolto cosciente
Le parole dell'ipnotista perdono pian piano il valore che all'inizio possedevano. Incominciano ad essere percepite più come un suono che accompagna mentre il significato perde importanza.
3. La percezione del corpo
Alcune parti del corpo vengono percepite diversamente dal solito.
4. Le immagini quotidiane
Nelle mente si succedono immagini senza particolare importanza. Sono memorie di fatti o cose non importanti; spesso il luogo dove è parcheggiata la macchina oppure le occupazioni che attendono. La loro concatenazione e la velocità con la quale si succedono sono però differenti da quanto accade di solito.
5. Le immagini realistiche
Le cose viste hanno ancora la caratteristica di essere memorie reali, fatti concreti o vissuti. Sembrano però più simili a ricostruzioni: elementi reali, ma di cui non si è in quel modo fatto esperienza.
6. Le immagini fantastiche
Queste immagini sono inusuali tanto da far rimanere la persona sorpresa di averle trovate. Può accadere che si interroghi sul loro significato.
7. I colori
Le immagini fantastiche possono essere sostituite da colori che si alternano gli uni agli altri.
8. Momenti di assenza
Successivamente è possibile sperimentare alcuni momenti di completa assenza. La persona avverte di essere decisamente lontana dalle parole dell'ipnotista oppure dal suo stesso corpo. In questo preciso momento compaiono alcuni piccoli movimenti inconsci.
L'attraversamento di queste fasi diviene, con la ripetuta esperienza dell'induzione ipnotica, più agevole. Tanto che alcune potranno essere saltate.

Gradualità

Quando si entra in una stanza nuova per la prima volta la nostra attenzione è attratta da molteplici particolari. La disposizione dei mobili, l'illuminazione, il modo in cui la nostra voce risuona nell'ambiente. Successivamente facciamo sempre meno caso ai dettagli e a poco a poco ogni cosa ci diventa familiare in modo che quasi ci dimentichiamo del luogo fisico nel quale siamo. Una cosa simile accade nello sviluppo dello stato di trance; una certa gradualità è sempre necessaria. Il luogo interiore in cui la persona si cala è nuovo e deve essere esplorato pian piano.
Questa gradualità è una caratteristica che appartiene anche alla prima seduta ipnotica e non solo in relazione a sedute successive. Occorre dare tempo alla mente di adattarsi allo stato nel quale entra. La fretta dell'operatore (a me è capitato molte volte) può vanificare un potenziale buon lavoro. Inoltre incominciare a pensare che quello che si sta facendo non è efficace è dannosissimo. Ciò verrà comunicato inevitabilmente al soggetto ipnotico che si trova in profonda sintonia con le parole che gli vengono dette e soprattutto con il timbro ed il ritmo della voce di chi lo conduce.

L'incide oculare

Per indice oculare intendo il movimento dei globi oculari al di sotto delle palpebre abbassate. L'osservazione di questo movimento non è difficile. Questo comportamento segnala lo spostamento dell'attenzione del soggetto dalle parole dell'ipnotista. Il soggetto incomincia a sperimentare una iniziale distrazione dal contenuto delle parole che guidano mentre esse rimangono presenti più come un suono che accompagna.

L'inibizione dei movimenti

Questo fenomeno non si presenta sempre. Alcune persone segnalano, non senza un certo stupore, di avere sperimentato per tutta la durata dell'induzione ipnotica l'impossibilità di muovere, ad esempio, le braccia o di sollevare le palpebre. Una di questo fenomeno è la seguente. La mente cosciente si allontana progressivamente dalla realtà esterna (rumori ambientali, la voce dell'ipnotista, ecc) includendo in questo progressivo allontanamento la percezione del proprio corpo. Tutto venisse avvolto da un profondo disinteresse mentre la mente si isola. In questo stato la persona può avere la sensazione di inviare alle proprie membra le proprie intenzioni di movimento senza che queste possano attivare l'azione desiderata.

Interruzioni

Le interruzioni non sono un problema. Interrompere per poi riprendere l'induzione subito dopo può anzi essere utile per favorire l'approfondimento. Incontriamo persone che sono un po' spaventate dall'ipnosi e in questi casi la riapertura degli occhi ed un breve colloquio hanno l'effetto di rassicurare. Interrompendo e ripendendo subito dopo l'induzione non si ritorna alla situazione iniziale, ma si riparte quasi livello di profondità già raggiunto. Questa procedura può essere considerata infatti una tecnica di approfondimento.

Ipnotizzare è facile

Non è un paradosso, è la verità. Perché allora imparare ad ipnotizzare spesso viene venduto come un segreto custodito gelosamente? Proprio perché viene venduto! Lo svelamento del segreto in questione è secondario al pagamento di una somma di denaro.

Ipnotizzare velocemente

La necessità di un tempo prolungato per indurre uno stato di trance è un bisogno dell'ipnotista. Non vi sono vincoli teorici ad immaginare che lo stato di trance possa svilupparsi rapidamente. Se il conduttore non ha bisogno di troppo tempo per svolgere il suo lavoro probabilmente nemmeno il soggetto manifesterà particolari difficoltà. Che cos'è l'ipnosi? Se l'ipnosi è sonno, per addormentarsi occorrerà il tempo necessario. Se l'ipnosi è ottenere un accesso inconscio, un lungo tempo non è indispensabile.

Il laghetto ghiacciato

La coscienza impedisce alle suggestioni di entrare nell'inconscio così come un sottile strato di ghiaccio impedisce ai sassolini di scendere sul fondo di un laghetto. Lo stato di trance, diminuendo l'attivazione cosciente del sistema nervoso centrale, permette alle suggestioni di depositarsi ad un livello più profondo nella mente. A questo livello sub-conscio svolgeranno la loro funzione di attivare processi inconsci.

La mente di un bambino

Lo stato di trance è una condizione nella quale la mente è in grado di accettare le suggestioni più profondamente. Questo accade in virtù del depotenziamento degli schemi di pensiero coscienti. La condizione sperimentata non è assimilabile al sonno, ma ai momenti che lo precedono. Il soggetto è al tempo stesso vigile e disorientato, presente e confuso, consapevole e distratto. La mente funziona in modo simile a quanto accadeva all'epoca dell'infanzia quando le comunicazioni ricevute dagli adulti non andavano incontro ad una rielaborazione prima di essere assimilate. Un bambino infatti non si chiede se quello che gli viene detto è vero e perciò ciò che ascolta ha su di lui un effetto enorme, nel bene e nel male. Se un padre dice al figlio che è bravo si sentirà bravo, se gli dice che è un incapace rischierà di sentirsi a quel modo per gran parte della vita.

Metafora

La metafora è una figura retorica che permette un trasferimento di significato. Ad un termine se ne sostituisce un altro che tende ad esprimere lo stesso significato in modo più espressivo, più suggestivo. Nella comunicazione ipnotica il linguaggio metaforico trova domicilio in modo naturale. Lo stesso Erickson comunicava, anche senza la necessità di indurre una trance formale, per mezzo di metafore nell'intento di proporre alla mente cosciente la rappresentazione superficiale del racconto e all'inconscio i significati profondi.

Modulazione di frequenza

La comunicazione ipnotica può essere pensata come una trasmissione di onde radio su differenti frequenze. Lo dico proprio in riferimento agli elementi più concreti della voce dell'ipnotista. Il ritmo delle parole ed il loro suono. Quando assistiamo ad una conferenza ed il relatore ha buone qualità oratorie egli riesce a far rimanere desta la nostra attenzione per lungo tempo. Ottiene un buon risultato, il suo obiettivo è quello di non perdere nessuno degli ascoltatori. Tutti noi abbiamo nella memoria qualche ottimo esempio di cattivo relatore. Ad esempio abbiamo dovuto subire insegnanti poco motivati che si trascinanavano stancamente verso il termine della lezione. Il bravo relatore mette tutto il suo impegno per dare un certo ritmo alla sua comunicazione ed usa abilmente il tono della voce allo stesso scopo. Dice contituamente alla mente cosciente "Stammi ad ascoltare! Quello che dirò tra poco è molto importante! Non perdere il filo del discorso!". La voce dell'ipnotista viene invece modulata per ottenere l'effetto contrario "Io ti parlo... ma lasciati condurre dalla mia voce... senza più ascoltarmi in modo razionale...". Il differente ritmo dell'eloquio e il suono stesso della voce tendono a trasportare verso una condizione nella quale l'attività razionale diminuisce; come se la trasmissione si spostasse su un'altra frequenza.

Movimenti durante l'induzione

Durante le induzioni ipnotiche possono presentarsi tanti tipi di movimenti. Alcuni di questi sono movimenti di aggiustamento. La distensione muscolare che si viene a creare fa sperimentare il desiderio di assumere una posizione più comoda. La persona quindi muove volontariamente una parte del corpo. Alcune persone possono desiderare verificare il fatto di essere ancora in grado di muoversi autonomamente. Questo deriva dal fatto che la rigidità o il rilassamento che sperimentano, in sostanza le sensazioni legate alla catalessia, generano un timore (quello di perdere la facoltà di muoversi volontariamente) che deve essere fugato. Questo li potremme chiamare, se proprio dobbiamo dare un nome, movimenti test. Vi sono poi dei piccoli movimenti a scatto caratteristici dell'addormentamento: attenzione! Il soggetto non paga per farsi un pisolino nel vostro studio (cit. Gerald Kein) quindi occhio agli scattini del pre-addormentamento. Possono presentarsi anche tutta una serie di movimenti con caratteristiche diverse. Piccoli movimenti che per loro caratteristiche capiamo non essere generati da una intenzionalità cosciente. Solitamente interessano sopracciglia, dita, capo, spalle e altre parti. Essi non sono prodotti da una intenzione cosciente. Questo per due ordini di motivi. Il primo è che hanno caratteristiche insolite. Ad esempio il dito anulare che si colleva un poco oppure un singolo sopracciglio che si solleva. In secondo luogo la persona sembra non conservarne il ricordo. Essi sono sempre accompagnati da una sensazione soggettiva di approfondimento più marcato. Come un sentirsi decisamente addormentati. A questi movimenti devo ancora dare un nome. Infine qualcosa di difficilmente percepibile che a mio modo di vedere segnala l'attivazione dell'inconscio. Sollevando il polso, al giungere di una comunicazione diretta all'incoscio se fatta in un particolare stato di coscienza, sentirete quasi "tirare" l'avambraccio. Occorre per individuarlo sviluppare una certa sensibilità grazie all'esperienza. Qualcosa di simile ad imparare ciò che si avverte tenendo la lenza in mano se un pesce abbocca e distinguere quella sensazione da tutte le altre: preso!

Orologio

Non guardate l'orologio! Controllare ogni tanto quanto tempo è trascorso magari per evitare che il paziente successivo interrompa l'induzione interferisce molto più di quanto si possa pensare con l'efficacia dell'induzione stessa. Occorre con un minimo di esperienza avere una certa consapevolezza dei tempi della seduta ipnotica e lasciare che la gestione del tempo complessivo della seduta avvenga senza dovere controllare nemmeno un orologio alla parete. Dovete incominciare la seduta ad un certo punto considerando quanto tempo vi occorre per portarla a termine e poi concentrarvi unicamente su ciò che state facendo.

Osservazione

Non posso certo assumermi la paternità di questa componente essenziale di una induzione ipnotica. Il padre è Milton Erickson, lo sappiamo tutti. Raccomandava di osservare non come elemento secondario di una procedura già standardizzata, ma come elemento cardine di una procedura da adattarsi sul soggetto. Osservare cosa? Potremme dire tutto. Il ritmo del respiro, il tono della muscolatura del volto, la postura e tutto il resto. Ogni elemento che si modifichi in relazione all'approfondimento dello stato di trance e che possa essere quindi utilizzato come riferimento. Tenete conto oltretutto che i segni della trance ipnotica possono comparire anche durante il colloquio iniziale e questo apre a tutta una serie di possibilità, infatti in questa condizione anche durante un normale colloquio la comunicazione ipnotica incomincia ad essere efficace. Sappiamo che Erickson poteva fare terapia anche trascendendo dall'utilizzo dell'induzione formale.

Pensieri sfuggenti

I titolo è poco ortodosso, me ne rendo conto. Fatto sta che la descrizione di ciò a cui la persona che sperimenta un certo stato modificato di coscienza pensa spesso può essere sintetizzato in questo modo. Pensieri vissuti anche con vividezza, ma che una volta riaperti gli occhi sfuggono. Nello stesso momento è presente la consapevolezza di aver pensato a qualcosa e l'assenza del ricordo. La normale l'attività di memorizzazione diventa meno efficace.

Pesantezza

La pesantezza degli arti è un ottimo alleato dell'ipnotista. Il rilassamento del corpo esprime la progressiva discesa nello stato di trance e verificare concretamente questo fenomeno (intendo tenendo sospeso il polsa) può essere un riferimento sicuro. Il controllo cosciente del corpo si riduce parallelamente ai processi di pensiero cosciente. Far notare tale fenomeno al soggetto ha l'effetto di rendere il soggetto consapevole dello stato alterato che sta sperimentando potenziando così il processo ipnotico contribuendo ad consolidare la trance ipnotica, ciò che Erickson chiamava ratifica della trance.

Procedura collaudata

Un modo per acquisire padronanza nella pratica ipnotica può essere imparare una collaudata procedura. I motivi. Chi si comporta in modo sicuro comunica che sa cosa ottenere, che è padrone di ciò che fa, che abitualmente ottiene un buon risultato. Il soggetto viene rassicurato sulla possibilità di abbandonare il proprio controllo a lasciarsi andare. Anche l'operatore sperimenta un senso di padronanza. Sicurezza, padronanza ed efficacia si rafforzano a vicenda. Essere titubanti è deleterio.

Il rapporto

La relazione che si instaura tra terapeuta e soggetto determina in gran parte l'efficacia delle procedure ipnotiche. Questo perchè nessuno vuole farsi condurre in un territorio sconosciuto da qualcuno verso il quale non sperimenta fiducia. Tale fiducia non va però ottenuta attraverso qualcosa di simile a una recita bensì con un atteggiamento trasparente. Il terapeuta deve essere sinceramente convinto dell'efficacia delle proprie parole e della bontà del procedimento. Deve essere intimamente convinto della possibilità che le proprie tecniche potranno ottenere portare un beneficio.

Ritmo

Allo scopo di depotenziare il pensiero cosciente un ritmo lento dell'eloquio può avere la sua efficacia. Allo stesso scopo potrebbe però risultare efficace anche uno veloce e continuo. L'importante è destrutturare l'ascolto cosciente, alimentare la confusione e favorire la trance ipnotica. Il ritmo con il quale le parole vengono pronunciate dall'ipnotista può essere più lento di quello conversazionale anche per un altro motivo. Le suggestioni e le comunicazioni dirette all'inconscio hanno bisogno di tempo maggiore per essere elaborate. E' come se la mente incoscia fosse più lenta di quella cosciente; questo perchè non risponde a stimolazioni sensoriali, ma si rapporta con una realtà interiore che essa stessa genera. Per generarla ha bisogno di tempo. Ogni pausa, più o meno prolungata, è gestita dall'ipnotista che ha idea di come le parole che pronuncia debbano stimolare i processi mentali.

Rumori esterni

Per ottenere lo stato di trance non occorre il silenzio assoluto. L'ipnotista, all'inizio della sua pratica, percepirà come disturbanti i piccoli o grandi rumori provenienti dall'esterno della stanza nella quale opera. Nella misura in cui egli stesso risulterà infastidito da essi, anche il soggetto percepirà quegli stessi stimoli come dannosi. Mentre matura la consapevolezza che lo stato di trance non verrà condizionato, nemmeno l'induzione dell'ipnosi lo sarà più. Questo fenomeno mette in luce come la relazione tra chi parla e chi ascolta sia alla base dei fenomeni che si producono.

La sentinella

Quella della sentinella è una metafora che mi è stata suggerita acutamente da mia giovane ed intelligente paziente. Il controllo cosciente è come una sentinella che può continuare a osservare tutte le parole che giungono dall'esterno oppure lasciare che essere entrino liberamente. Una sintesi efficacissima dello stato di trance; l'allentarsi dell'attività di controllo cosciente. Certo niente di nuovo, il concetto di depotenziamento cosciente di Erickson è già stato da tempo espresso, ma questa lettura mi è piaciuta particolarmente.

Sicurezza

Poche cose come un atteggiamento sicuro rendono efficace una induzione ipnotica. Questo è in grado di trasmettere alla persona che l'abbandonare il proprio controllo sarà una scelta giusta. Salireste su un taxi dopo che il conducente vi avesse dato la sensazione di insicurezza rispetto alla destinazione da raggiungere? Spesso l'induzione ipnotica è ostacolata dalla difficoltà del soggetto di allentare il controllo. Questo rischia di rendere insicuro chi conduce. Mentre parla si possono affacciare nella mente dubbi circa la propria capacità, il fatto di avere sufficienti conoscenze ed altri pensieri destabilizzanti fino al più terrificante di tutti: sono tutti ipnotizzabili?

Sintonia

Tra soggetto ed ipnotista vi è un rapporto. Il termine sintonia dà l'idea di ciò che avviene. Questo fenomeno rende possibile percepire la reale efficacia dell'induzione. Se vi è difficoltà nell'approfondimento dello stato di trance, l'ipnotista avvertirà un ostacolo nella propria modalità di conduzione della seduta, percepirà di fare fatica. Diversamente se tutto procede per il meglio il lavoro sarà piacevole. Ciò avviene anche in relazione alla comunicazione delle suggestioni ipnotiche. Si può avvertire dentro di sè l'opportunità dell'utilizzo di una suggestione piuttosto che un'altra. In questo modo le suggestioni si formano nella mente del terapeuta nel momento in cui avanza nella trance ipnotica insieme al suo paziente. Ciò è talmente vero che, a mio parere, ogni strategia tecnica potrebbe infine essere abbandonata in favore di una modalità induttiva completamente regolata in modo spontaneo e naturale. Cert dopo essersi fatti un'idea di ciò di cui il paziente ha bisogno.

Sonno

La trance ipnotica non è mai troppo leggera, ma può essere troppo profonda. Troppo in relazione alla possibilità di generare benefici terapeutici. Anche se raramente una induzione ipnotica si trasforma in sonno, ciò può accadere. In questo caso la persona si distacca totalmente dalla voce di chi conduce l'ipnosi e risulta difficoltoso anche il risveglio. Per un certo verso l'ipnotista (inesperto) può sentirsi soddisfatto per essere riuscito a fare scivolare tanto in profondità, ma da un punto di vista terapeutico ciò significa entrare in una zona morta. Citando Gerald Kein non vi pagano per farsi un pisolino nel vostro studio!

Trance comune e quotidiana

Per Milton Erickson il fenomeno della trance non è circoscritto alla situazione che viene a crearsi in studio. Durante la giornata vi sono momenti nei quali chiunque entra in uno stato mentale che può essere identificato con una trance ipnotica spontanea. Anche nel colloquio per-ipnotico è spesso evidente qualche cosa di simile. L'aspetto del volto assume alcune caratteristiche identificabili con una ricerca inconscia. Quando ciò avviene si apre in un normale colloquio una zona speciale che può essere (non è facile...) amplificatata ed utilizzata. Il soggetto entra in trance nè più nè meno (spesso più) che in una induzione formale. Paradossalmente può capitare che, in una condizione di induzione più formale, vi siano più difficoltà. Questo perchè diurante il colloquio il soggetto non può essere sulla difensiva. State pensando che questo assomiglia a ciò che si sente dire delle rapine fatte con l'ipnosi? Avete capito bene.

Il suono della voce

La voce è lo strumento del nostro lavoro. Il suono della voce e la sua modulazione quasi più di ciò che si comunica verbalmente sono gli elementi in grado di indurre la modificazione dello stato di coscienza del soggetto. Da una parte è bene affinare il proprio personale strumento, dall'altra è necessario sviluppare una sensibiltà relativa a come i cambiementi della voce producono cambiamenti nell'altra persona. Con il tono di voce si comunica in modo completamente indiretto, per questo ha una efficacia così grande.


Bibiografia ipnotica

Le nuove vie dell’ipnosi. Induzione della trance, ricerca sperimentale, tecniche di psicoterapia. Roma, Astrolabio-Ubaldini
Ipnoterapia, Astrolabio-Ubaldini, Roma
La mia voce ti accompagnerà. I racconti didattici di Milton H. Erickson, a cura di Sidney Rosen, Roma, Astrolabio-Ubaldini
Guarire con l’ipnosi. Seminari dimostrazioni e conferenze di Milton H. Erickson, a cura di E. L. Rossi, M. O. Ryan, F. A. Sharp, volume I, Roma, Astrolabio-Ubaldini
L’esperienza dell’ipnosi. Approcci terapeutici agli stati alterati, Roma, Astrolabio-Ubaldini, 1985.
La ristrutturazione della vita con l’ipnosi. Seminari dimostrazioni e conferenze di Milton H. Erickson, a cura di E. L. Rossi e M. O. Ryan, volume II., Astrolabio-Ubaldini ed., Roma
4 volumi: 1. La natura dell’ipnosi e della suggestione, 2. L’alterazione ipnotica dei processi sensoriali percettivi e psicofisiologici Roma, 3. L’indagine ipnotica dei processi psicodinamici, 4. L’ipnoterapia innovatrice, Roma, Astrolabio-Ubaldini
L’uomo di febbraio. Lo sviluppo della coscienza e dell’identità nell’ipnoterapia, Roma, Astrolabio-Ubaldini
L’ipnosi con i bambini e gli adolescenti. Tecniche psicoterapeutiche in età evolutiva, Milano, Franco Angeli
La relazione terapeutica, Milano, Franco Angeli
Strategie e stratagemmi della psicoterapia, Milano, Franco Angeli
Ipnosi e terapie ipnotiche. Misteri svelati e miti sfatati, Milano, Ed. Ponte alle Grazie
L’evoluzione clinica dell’ipnosi, Milano, Franco Angeli

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