Ipnosi regressiva
Alcune trasmissioni televisive e diversi libri, ad esempio quelli scritti dallo psichiatra americano Brian Weiss, destano un vivo interesse riguardo alla possibilità dell'ipnosi di favorire l'emergere di memorie passate. Questo genera una specifica richiesta: fare sedute di "ipnosi regressiva". Spesso tale richiesta è in relazione ad un disagio che non sembra trovare giustificazione nei ricordi della propria vita.
Se un disagio o un sintomo non sembrano giustificati dagli episodi accaduti nella propria vita, sembra logico cercare altrove. Occorre dire però che dare per scontata la semplice equivalenza tra conoscenza e guarigione può trarre in inganno. Non è detto che se la razionalità non comprende i motivi per i quali delle esperienze generano alcune conseguenze debbano essere ricercate altre esperienze.
Dopo l'induzione dello stato di trance le suggestioni possono essere finalizzate ad esplorare momenti di vita passati. Episodi che vengono rivisitati anche in modo piuttosto vivido e che possono essere importanti per comprendere in maniera più profonda sè stessi e le proprie reazioni agli eventi della vita, per superare le ferite del passato, liberarsi da emozioni negative e altro. Nelle pagine seguenti alcuni esempi derivanti dalla mia esperienza.
L'esperienza non è tanto quella dell'apparizione improvvisa come dentro un immaginario schermo di un fatto sconosciuto, ma il riattivarsi di memorie molto personali che erano rimaste in un angolo lontano della memoria. Anzi più è attiva la ricerca cosciente di episodi sconosciuti, minore è la possibilità che le memorie si riattivino. Può altresì accadere che la persona, indotta oppure su propria iniziativa, costruisca una sorta di racconto interno anche molto elaborato. Più che regressione avremmo in questo caso costruzione.
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