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Polarizzazione di ipnosi Firenze

Tale polarizzazione psichica dell'ipnotizzato fu spiegata da Liébeault col fatto che il paziente si addormenta pensando a chi l'ipnotizza; per la concentrazione dell'attenzione egli conserverebbe nel suo spirito l'idea di chi l'addormenta e metterebbe la sua attenzione e i sensi al servizio di questa idea, Sarebbe un po' come una madre che si addormenti presso la culla del figlio e che, insensibile anche a rumori molto forti, si svegli al minimo grido del suo bambino. H. Beaunis credette anch'egli fermamente in questo rapporto esclusivo tra ipnotizzato e ipnotizzatore. Bernheim, invece, sostenne di non averlo mai accertato, all'infuori dei casi in cui egli l'aveva espressamente suggerito. Questo autore, affermando l'importanza della suggestione nell'ipnosi, si oppose decisamente al suo contemporaneo Charcot, che aveva elaborato una teoria puramente somatica dell'ipnosi (1882), e dichiarò che i tre famosi periodi che Charcot descriveva nell'ipnosi Firenze(il catalettico, il sonnambulico e il letargico) non erano altro che un artificio suggestivo. FAUTORI E OPPOSITORI DELL'IPNOSI QUALE NEVROSI SPERIMENTALE Bernheim si oppose alla concezione di Charcot sull'ipnotismo come nevrosi sperimentale; contrastò inoltre quella di Paul Richer, che lo considerava come un «turbamento del funzionamento regolare dell'organismo, che si confonde con la predisposizione istericas e di Dumontpallier e allievi, che l'interpretarono come una «nevrosi sperimentale a diversi gradi. Nell'interpretazione psicologica dei fenomeni ipnotici, pertanto, vediamo come nel diciannovesimo secolo due opposte concezioni si contendessero il campo: quella di Bernheim e allievi, che non giudicavano l'ipnotismo come una manifestazione patologica, e quella di Charcote discepoli che lo consideravano come una nevrosi sperimentale e la identificavano per gran parte con l'isterismo. Babinski, discepolo di Charcot alla Scuola della Salpêtrière, nel 1900, concluse pur egli per la natura isterica dei fenomeni ipnotici, e riportò tutto alla suggestione pura e semplice, ritenendola inoltre priva di ogni fattore emotivo. «Le manifestazioni dell'ipnotismo mente identiche a quelle dell'isterismo, e se si ignorassero le circostanze dalle quali queste nascono, sarebbe impossibile distinguere le une dalle altre. La sola differenza che separa le manifestazioni ipnotiche dalle manifestazioni isteriche è che le prime richiedono, per svilupparsi, l'intervento di altri, Non è già l'ipnotismo che crea o esalta la suggestibilità, esso ne è la conseguenza e la manifesta - scrive Babinski - sono assoluta Babinski definisce l'ipnotismo uno stato psichico la suggestione altrui.

Dr. Christian Panigalli

Psicologo Ipnoterapeuta

Sono laureato in Psicologia a Padova, specializzato all'AMISI di Milano, mi occupo di ipnosi da molti anni e procedo in questo modo. La prima seduta è composta da colloquio e ipnosi. Il colloquio per mettere a fuoco un obiettivo partendo da una problematica e la seduta ipnotica per cercare di ottenere un risultato. Successivamente è importante che il paziente verifichi se ha tratto beneficio dall'incontro in modo da valutare come procedere. Procedendo così, passo dopo passo, si possono evitare sedute inutili

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