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Ipnosi e sport

Alcune fondamentali considerazioni

Si è portati a pensare che uno sportivo di alto livello sia dotato di poteri superiori. Si crede che la discriminante tra amatore e professionista risieda nella genetica, che i suoi muscoli abbiano una differente struttura, che il talento avvolga completamente la sua anima e il suo corpo tanto da farlo risplendere come un semidio. Ciò appare evidente dal riflesso del suo sorriso che campeggia sui manifesti pubblicitari, dalla bellezza sconcertante delle donne che frequenta e dai commenti entusiastici dei commentatori sportivi. La costruzione del mito dello sportivo professionista è solida, strutturata, resistente. Egli è felice e realizzato, emerge sulla massa, rappresenta l'effige da rincorrere.
L'ho presa troppo alla larga? Vi chiedo un po' di fiducia.
Chi è stato? Chi ha lavorato a questa idea? Chi ha suscitato la credenza in questo mito? In passato era così? Prima di tutto ho bisogno di convincervi di una cosa semplice. Non c'è nessuna differenza tra un amatore e un professionista, nessuno spartiacque tra vittorie di coppe europee e tornei rionali, nessuna linea di demarcazione tra la qualità della prestazione ripresa da otto angolazioni e quella fotografata solamente dall'occhio della memoria di chi la compie.
Sono certamente diverse le condizioni nelle quali il gesto tecnico ha preso forma. Numero di ore di allenamento, massaggiatori all'opera al momento del bisogno, cardiofrequenzimetri in azione giorno e notte, discussioni tecniche con professionisti, preparatori atletici attenti in modo maniacale, possibilità di migliorarsi avute negli anni precedenti, devo continuare? Condizioni ambientali differenti in modo abnorme. Un po' come far crescere (parlo per esperienza diretta) una piantina di basilico su un terrazzo assolato oppure in un ridente giardino. Sembra un'altra pianta!
Quindi se possiamo pensare che non vi sia differenza sostanziale tra la natura dello sportivo professionista e quell'altro possiamo dedurre che a maggior ragione nemmeno mentalmente non vi sia una grande differenza. Le stesse ansie, le stesse paure, le stesse insicurezze, le stesse paranoie, gli stessi cali di motivazione, simili défaillance, momenti di buio, sentirsi una pippa, eccetera eccetera eccetera. Quindi se il prossionista non è un semidio egli è soggetto alle stesse leggi della natura umana, valgono per lui tutte le considerazioni riguardanti l'importanza della sua mente e tutte le tecniche utilizzabili per lui non si vede il perchè non debbano anche potere essere sfruttate per chi non ha nello sport la sua fonte di reddito. Nel bene e nel male. Nel bene perchè non è male potere mantenersi facendo ciò che piace. Nel male perchè tutto ciò che diventa una professione rischia di perdere gran parte della sua bellezza. Verrebbe quasi da chiedersi adesso chi è stao più fortunato, chi ha fatto carriera o che si è solamente divertito? Certo occorre liberarsi dall'idea che chi ha fatto successo viva una vita più felice solo in virtù della professione che fa. Nella vita comunque vince chi è più felice.

Cosa può fare l'ipnosi per uno sportivo

Può aiutarlo a migliorare le sue prestazioni influenzando positivamente le sue idee. Farlo sentire meno ansioso, più felice mentre compie un gesto tecnico, più sciolto, meno preoccupato delle conseguenze di alcuni inevitabili errori. Aiutarlo ad essere più determinato, a sentirsi meno giudicato, meno teso, più consapevole delle sue qualità, meno sensibile ai titoli dei giornali, meno in ansia rispetto al termine della carriera. Aiutarlo a ritrovare la spensieratezza dei giorni dell'infanzia quando era solamente un bambino felice di dare calci a un pallone, o lanciare una palla in un canestro, o entusista di correre a perdifiato, o quando si sentiva un pesciolino veloce nell'acqua.
E come può l'ipnosi fare tutto questo? Direi in un modo semplicissimo, utilizzando una condizione mentale (la trance ipnotica) che rende la mente particolarmente permeabile alle idee che in questa condizione vengono comunicate. Quindi l'induzione della trance è una parte della questione mentre la comunicazione che viene fatta dal terapeuta è l'altra parte. La più importante? È più importante la legna o la scintilla? Entrambe, il fuoco non potrebbe scaldarci senza una di queste componenti essenziali.
Riguardo a ciò che viene comunicato nella seduta ipnotica tutto è condizionato alle difficoltà che la persona (n.d.r. lo sportivo) vive. Tutto ciò che rende la sua attività meno piacevole ne riduce la qualità, tutto quello che genera preoccupazioni interferisce con i movimenti e ogni paura allontana dalla possibilità di eseguire in modo naturale i complessi movimenti che coordinati in modo efficace permettono di ottenere il massimo risultato.

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